Nonni e confini: cosa tollerare e cosa no

La presenza dei nonni nella vita di un bambino è una preziosa risorsa per la sua crescita e il suo sviluppo affettivo, emotivo e relazionale.

I nonni supportano, sempre più spesso, con il loro aiuto, la quotidianità familiare: portano i bambini a scuola, li accompagnano perché possano svolgere diverse attività extrascolastiche, li aiutano nei compiti e li accudiscono nei momenti giornalieri significativi come il pranzo e la cena. I nonni hanno dunque un ruolo attivo e importante, di aiuto per i genitori e di supporto alla crescita per i nipotini.

I nonni e i confini: cosa tollerare e cosa no per instaurare rapporti sereni per tutta la famiglia

Quando nasce un bambino, nascono anche i genitori e i nonni e, come ogni fase di passaggio richiede, all’interno di una famiglia, è necessario ritrovare un equilibrio delle dinamiche relazionali e delle regole esistenti. Diventare genitori significa infatti costruire una nuova identità, bisogna riconoscersi come tali e farsi riconoscere dai propri genitori. Diventare nonni significa accettare una nuova fase della propria vita e legittimare il ruolo adulto dei propri figli.  

Perché nonni e genitori possano costruire una relazione positiva, che favorisca il benessere globale del bambino, è necessario che i ruoli siano chiari e rispettati. Quando i nonni accettano o decidono di dare un aiuto alla famiglia che si è creata, diventa importante che si trovi un accordo sull’articolazione delle giornate, che si condividano i principi educativi e che i nonni si adeguino alle regole dei genitori. Il nuovo genitore ha infatti la necessità di essere riconosciuto come un adulto capace di prendersi cura del proprio bambino. Le relazioni costruiscono la nostra identità e il rapporto sereno, chiaro e definito tra nonni e genitori permetterà ai bambini di affrontare il mondo in modo positivo, favorendo lo sviluppo dell’empatia e della loro intelligenza emotiva. Nonni e genitori dovrebbero quindi incontrarsi sul terreno dell’ascolto reciproco soprattutto perché i confini, per esempio quello tra aiuto e invadenza, sono sottili e possono essere percepiti in modo diverso dai genitori e dai nonni.

La coppia genitoriale dovrebbe esternare i propri bisogni e le proprie aspettative definendo con chiarezza, in modo aperto e sereno, il proprio spazio e le proprie regole. Il ruolo di supporto dei nonni dovrebbe essere apertamente riconosciuto e valorizzato. È fondamentale che i genitori si assumano la responsabilità delle scelte educative dei propri figli senza delegarle, mentre i nonni, senza rinunciare al proprio stile di accudimento (la diversità aiuta i bambini a crescere!) dovrebbero sostenere i genitori come figure adulte mature, senza mai sostituirsi a loro. Il segreto è mettere al centro il benessere del nuovo nato in un’ottica di collaborazione, complicità e sostegno reciproco. Andrebbero evitati conflitti, tensioni e soprattutto lo screditamento reciproco. Nel rispetto di quello che i genitori hanno deciso bisognerebbe essere capaci di affrontare in modo costruttivo gli eventuali disaccordi. 


Il bambino, facendo così esperienza della stabilità affettiva e dei legami positivi all’interno della propria famiglia, maturerà la fiducia nell’ambiente che lo circonda e soprattutto in sé stesso.

Piccole trasgressioni non metteranno in discussione la solidità delle scelte educative, a patto che non avvengano per regole e comportamenti ritenuti essenziali e imprescindibili dai genitori, anzi, cementeranno il meraviglioso rapporto di complicità tra nonni e nipoti.

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