Quanto caffè si può bere in gravidanza

Assaporare il gusto cremoso e vellutato di un buon caffè è un vero piacere. Il suo profumo, che riempie la stanza, è un rituale irrinunciabile per molte persone. Il caffè infatti è una delle bevande più consumate al mondo e la sua presenza al bar, a casa, da soli o in compagnia, accompagna piacevolmente le nostre giornate.

Come capire quanto caffè si può bere in gravidanza: la quantità di caffè consigliata in gestazione.

Come sappiamo però in gravidanza il caffè è quasi off-limits. La quantità da non superare, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, dovrebbe essere pari a 200 mg al giorno, cioè da una, a un massimo di due tazzine al giorno. Bere caffè, infatti, potrebbe aumentare leggermente la pressione sanguigna, così come la frequenza cardiaca; potrebbe anche manifestarsi un blando effetto diuretico, senza poi considerare le sensibilità individuali (che possono aumentare in gravidanza). Un consumo moderato però non è considerato rischioso per la futura mamma. Mantenendosi entro certi limiti, né la futura mamma, né il bambino nel suo pancione, correranno alcun rischio.

La moderazione e il buonsenso sono fondamentali per il consumo di bevande contenenti caffeina durante la gravidanza. Non bisogna infatti dimenticare che la caffeina è contenuta anche in altre bevande. Questo significa limitare non solo il consumo di caffè, ma anche delle altre possibili fonti di caffeina, come le bevande tipo la cola, il tè, gli energy drink e il cioccolato. Il loro contenuto può variare molto, una tazzina di espresso o di caffè preparato con la moka può apportarne 40-80 mg, in una tazza di caffè americano può raggiungere anche 200 mg. Una tazza di tè può apportarne 14-60 mg, una lattina di cola può contenerne 35-45 mg e un energy drink anche 100 mg. Una barretta di cioccolato può apportare anche 25 mg di caffeina. 

Non bisogna dimenticare che anche in alcuni farmaci antidolorifici da banco è presente la caffeina, la quale viene aggiunta per aumentare l’effetto antidolorifico.

La letteratura scientifica è ricchissima di studi sul rapporto tra caffè e gravidanza, spesso però questi studi hanno avuto dei risultati contrastanti. La caffeina potrebbe interferire con la crescita del bambino e il suo abuso viene associato a un incremento di rischio di morte intrauterina.

Alcuni studi hanno stabilito che una parte della caffeina ingerita dalla futura mamma attraversa la placenta raggiungendo il bambino che non è in grado di metabolizzarla da solo.

Anche se non ci sono certezze assolute sul fatto che questo rischio sia effettivamente associato all’elevato apporto di caffeina in sé, piuttosto che alla presenza di fattori di rischio concomitanti, come il fumo, la cattiva alimentazione e lo stress, è bene limitarne il consumo. Le future mamme possono comunque sorseggiare serenamente e senza sensi di colpa la loro tazza di caffè giornaliera, stando attente ad evitare gli eccessi e a regolare il consumo di tutti gli altri cibi e bevande contenenti caffeina.

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