Lo yoga prenatale per supportare i cambiamenti del corpo

Subendo cambiamenti così repentini, il corpo in gravidanza può fare esperienza di una stanchezza estrema e di una fatica particolarmente provante. Il peso che cambia, le ossa che si riposizionano per fare spazio al bambino, la schiena che fa male, gli ormoni che scombussolano tutto… Per supportare l’organismo la donna in gravidanza può però continuare – se la gravidanza è fisiologica – a muoversi moderatamente (camminando e nuotando, ad esempio) e può soprattutto affidarsi allo yoga: alcune posizioni, infatti, aiutano ad allenare la forza, la stabilità e l’equilibrio, diventando una valida terapia naturale contro i fastidi più comuni della gestazione.

Lo yoga prenatale per supportare i cambiamenti del corpo: le posizioni per aumentare la forza e la resistenza del corpo in gravidanza 

Perché lo yoga in gravidanza

Flessibilità, forza e resistenza: dovrebbero essere questi gli obiettivi dell’attività fisica dolce eseguita in gravidanza. Prima di tutto per stare bene durante i nove mesi di gestazione, diminuendo la fatica e sentendosi più energiche; e poi per il parto, poiché un corpo allenato e flessibile ha maggiori possibilità di sentire leggermente meno dolore e di provare meno strappi e traumi durante il travaglio.

Lo yoga, puntando sull’elasticità, sulla respirazione, sulle posture e sulla forza dei muscoli aiuta in tutto questo. E il fatto di mantenere le posizioni per qualche minuto è fondamentale per raggiungere la propria stabilità, la propria forza e il proprio equilibrio, fattori importantissimi durante la gravidanza.

Le posizioni yoga per la gravidanza

Per allenare il proprio corpo in gravidanza e in vista del parto, possiamo eseguire dello yoga dolce puntando sulle posizioni che aiutano maggiormente il corpo a trovare il proprio equilibrio e la propria flessibilità. Si comincia, sul tappetino, respirando a gambe incrociate per otto o dieci respiri. 

Passiamo quindi alla posizione del Cat-Cow, o gatto che si stira: a quattro zampe, inarchiamo la schiena e posizioniamola a ponte, respirando sempre, per quindici ripetizioni, stirando così la schiena e tutte le vertebre.

Eseguiamo quindi per un minuto Adho Mukha, il “cane a testa in giù”, la posizione-base dello yoga, ascoltando le giunture e le mani e i piedi che toccano terra.

Da qui, abbassiamo le anche e distendiamo le braccia mettendoci in posizione di “panca” per qualche secondo, tornando poi in Adho Mukha.

Ottime sono anche tutte le posizioni del “guerriero”, che stimolano l’equilibrio e la forza delle articolazioni. 

Sdraiate sulla schiena con le ginocchia piegate e le braccia lungo i fianchi, alziamo quindi il bacino, ascoltando le vertebre che si srotolano. Torniamo poi sdraiate e ripetiamo per cinque volte. 

Infine, alziamo la schiena e sdraiamo le gambe, leggermente divaricate. Cerchiamo di toccare i piedi, prima entrambi e poi uno alla volta, allungando la schiena.

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