La ventunesima settimana di gravidanza

Si entra nel sesto mese e si scavalla la metà della gestazione: la ventunesima settimana di gravidanza è quindi un bel traguardo, da festeggiare ascoltando con attenzione e amore tutti i movimenti che il bebè, che sguazza al sicuro nella placenta, regala alla mamma.

Grande come un melograno, il feto pesa circa 300-330 grammi ed è lungo 16-20 centimetri, mentre la mamma può godersi qualche momento di libido aumentata.

La ventunesima settimana di gravidanza: il feto e la mamma durante la ventunesima settimana di gestazione

Cosa accade al corpo della mamma

La stanchezza torna a farsi sentire, dopo che, passando al quarto mese, s’era attenuata. Stavolta non sono gli ormoni i principali responsabili del disagio, ma soprattutto i cambiamenti morfologici del corpo della mamma, che potrebbe soffrire anche di fiato corto a causa dell’utero che comincia a premere sugli organi attorno a lui. 

In questo periodo è importante tenere sotto controllo la pressione (che potrebbe alzarsi) e soprattutto il peso, per non prendere troppi chili e mantenere così un benessere generale. In particolare, la pressione alta potrebbe provocare gestosi, un disturbo della gravidanza dovuto proprio all’aumento della pressione e delle proteine nelle urine, i cui sintomi sono nausea, mal di testa e disturbi della vista.

Sempre attorno alla ventunesima settimana l’ombelico della gestante potrebbe “uscire”, sporgendo un po’. E a livello di sessualità, sono questi i giorni in cui torna alta la libido: non fa male al bambino (se la gravidanza è fisiologica!) ed è per questo consigliato approfittarne.

Il feto nella ventunesima settimana di gravidanza

Oltre a continuare a crescere e a rafforzarsi, il bambino comincia ora a definire i suoi dettagli. In particolare, questa settimana cominceranno a crescere le ciglia e le sopracciglia.

All’interno del suo organismo, invece, avviene un’altra cosa importantissima, ovvero il cambio di ruolo del midollo osseo, che da questo momento sostituirà il fegato e la milza nella produzione delle cellule del sangue, ovvero i globuli rossi, quelli bianchi e i leucociti.

I suoi polmoni sono ora quasi del tutto formati e questo significa che comincia a respirare: esegue circa quaranta, sessanta respiri all’ora. A livello di sensorialità, il bebè ora sente i suoni e riconosce le voci e la musica. 

Gli esami da eseguire

È l’ultima settimana in cui è possibile eseguire l’ecografia morfologica, fondamentale per monitorare la crescita del feto, per stabilire definitivamente il sesso e per controllare che tutti gli organi siano al loro posto.

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