La quarantesima settimana di gravidanza

Il traguardo è stato raggiunto (se il bambino non è ancora nato!). La gravidanza, idealmente, dura infatti quaranta settimane a partire dalla data dell’ultimo ciclo mestruale. Questo significa che potrebbero molto probabilmente essere i giorni del parto, con la mamma e il bambino che possono prepararsi all’incontro.

Ecco dunque cosa avviene nel pancione della futura madre durante l’“ultima” settimana di gravidanza.

La quarantesima settimana di gravidanza: cosa avviene nel pancione durante l’ultima settimana (ideale) di gravidanza e cosa succede se si supera il termine

Il termine

Il termine della gravidanza è fissato proprio alla conclusione della quarantesima settimana di gestazione (che si calcola a partire dal primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale), ma mediamente i parti avvengono tra la trentottesima e la quarantaduesima, e ciò significa, in poche parole, che il bambino può decidere di nascere in anticipo o di farlo in ritardo di qualche giorno. 

Ma cosa avviene, quindi, nel pancione? Il bambino è già pronto per l’uscita? E se si superano le settimane previste?

La mamma durante la quarantesima settimana di gravidanza

Il pancione è pesante, ma non è questo a dare più fastidio: per la maggior parte delle donne l’emozione più forte è la voglia di conoscere il bambino e di superare il parto, che a volte provoca ansia e a volte provoca eccitazione positiva. In ogni caso, il bambino è ancora lì, nel caldo dell’utero, molto probabilmente a testa in giù (altrimenti sarebbe podalico) e pronto quindi a scendere verso il canale del parto. Ecco perché la mamma continua a provare una sensazione di “peso” in basso, verso la zona intima.

Allo stesso tempo, le contrazioni si fanno sempre più regolari: se diventano davvero intense e frequenti (con un intervallo di cinque minuti l’una dall’altra) è il momento di andare in ospedale.

Il bambino

In questi giorni il bambino ha raggiunto il suo sviluppo completo (anche se tutto continuerà a crescere quando nascerà e il sistema nervoso continuerà a formarsi) e, grande come un piccolo cocomero, pesa circa tre chili per cinquanta centimetri di lunghezza.

La lanugine che lo ricopriva è sparita, così come la vernice caseosa: ora a tenerlo al caldo ci penserà il grasso sottocutaneo sviluppatosi nelle ultime settimane intrauterine.

Se si supera la data prevista del parto

Se il bambino nasce entro la fine della quarantunesima settimana, è considerato a termine. “Oltre termine” sarà invece dalla quarantaduesima in poi. 

Per evitare le complicazioni delle gravidanze oltre termine (problemi alle spalle, distocie in travaglio, emorragie, traumi…) il ginecologo di riferimento deciderà se indurre il parto prima che avvenga il travaglio naturalmente, in modo da evitare di protrarre troppo la gravidanza. Alla quarantesima settimana, quindi, programmerà una visita ostetrica, alla quale ne seguirà un’altra a una settimana/dieci giorni di distanza, per monitorare lo stato di salute di mamma e bebè nel caso in cui il bambino non sia ancora nato naturalmente.

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