Il breast crawling e l’istinto del neonato: come i bambini si attaccano istintivamente al seno della mamma appena usciti dalla pancia

Il breast crawling

“Breast crawling” significa letteralmente “strisciare verso il seno”. È un movimento tipico dei bambini appena nati, che, a pochi minuti o a poche ore dal parto, riescono solo grazie all’istinto a strisciare verso il seno della mamma per nutrirsi. Accade se e quando il bebè viene appoggiato sul ventre della mamma, pelle a pelle e quindi ancora nudo: annusando e orientandosi tramite il suo istinto, il bambino risalirà il ventre per arrivare al capezzolo, al quale dopo poco si attaccherà con naturalezza.

Il breast crawling e l’istinto del neonato

Ad appena pochi minuti dalla nascita accadrà una cosa meravigliosa che parrà miracolosa: si tratta del breast crawling, ovvero dell’istinto del neonato di arrampicarsi verso il seno della mamma per nutrirsi. Non sempre, però, il bambino viene lasciato “attaccarsi” da solo: vediamo perché è importante lasciarglielo fare.

L’importanza del breast crawling

Questo fenomeno non è solo tenero e dolce, ma è molto importante, soprattutto per due motivi: per il rafforzamento del legame e per la buona riuscita dell’allattamento al seno. 

In primo luogo, infatti, il contatto pelle a pelle permette al bambino (e alla mamma) di sviluppare un legame molto forte partendo dal tatto e dall’olfatto, due sensi fondamentali in questa fase della vita. L’odore della pelle della mamma dà infatti un senso di sicurezza al bambino, e il sentore del latte e del seno lo portano istintivamente sulla giusta via per il nutrimento. 

Ecco dunque spiegato anche il secondo motivo dell’importanza del breast crawling: se il bambino cerca da sé il seno, attaccandosi istintivamente da solo, l’allattamento risulterà poi molto più semplice. E, come sappiamo, Unicef e Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano altamente la scelta dell’allattamento al seno nelle madri che possono farlo.

L’istinto naturale del bambino

Gli ormoni, gli odori, la vista del volto della mamma a pochi centimetri dalla sua, il tatto sono tutti elementi che aiutano il bambino a “orientarsi” nei suoi primi attimi nel mondo esterno. Quando apre gli occhi, è istintivamente portato a cercare il volto femminile della mamma, percepisce l’odore del latte, cerca il capezzolo da cui questo proviene, si lascia cullare dagli odori della mamma… Tutto questo non solo lo porta a nutrirsi e a calmarsi (calmando allo stesso tempo l’ansia dei genitori in un circolo benefico e virtuoso), ma anche a legare con chi si sta prendendo cura di lui.


Le prime ore di vita

Il suo istinto e il contatto pelle a pelle con i genitori permettono quindi al bambino di “transitare” dal mondo uterino a quello esterno, calmandosi e regolandosi. Dopo il primo pianto, il bambino piano piano si rilassa, si muove, si arrampica, poi chiude gli occhi e si riposa, prende confidenza con il ventre e il seno della mamma, lo cerca, tira la prima poppata e si riaddormenta. Il tutto senza fretta e cercando di non interferire con il suo istinto, con gli odori e con ciò che i suoi sensi vogliono e devono percepire in maniera naturale.

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